Il pullman del Gramsci resiste e parcheggia in semifinale: le pagelle di Schiaparelli Gramsci - Vittorini
(A cura di Marcello Brescia)

Al netto di qualche sgradevole episodio verificatosi sugli spalti, anche l'ultimo quarto di finale di questa edizione della MFC non è stato certo privo di palpitazioni e sorprese. Contro un Vittorini dall'animo marcatamente offensivo, lo Schiaparelli era chiamato a rispondere con le proprie armi, a partire dall'ordine della retroguardia, mostrato principalmente nello scontro con il Cardano ai gironi; in quell'occasione, un pareggio a reti bianche sancì il passaggio del turno di entrambe le squadre.
La situazione tuttavia è ora ben diversa, col Vittorini che parte col piede ben premuto sull'acceleratore, trovando subito il gol dopo pochi minuti con Rapetti, terminale di un'azione sviluppatasi tra i piedi di Peronaci e Barbalaco. Il centravanti biancorosso è tuttavia in netto fuorigioco, ma l'annullamento del gol sembra un semplice incidente di percorso per un Vittorini che continua a premere con Dagradi e Cappello, le cui conclusioni fuori di poco lasciano pensare che il vantaggio sia solo questione di tempo.
Lo Schiaparelli però è vivo e vegeto, e pronto ad approfittare di ogni sbavatura avversaria: se ne accorge Testori, che sulla prima costruzione viene travolto in pressing da Lanzone, il cui destro si spegne tra le braccia di Radice.
Lanciato il primo avvertimento, lo Schiaparelli decide di passare ai fatti, sorprendendo la difesa schierata del Vittorini con Lenzi; il destro all'angolino del mediano, inseritosi in area per raccogliere l'efficace sponda di Giuliani, è un dardo affilatissimo lanciato al cuore di Bellandi e compagni, chiamati a un'altra rimonta dopo quella contro il Faes nel turno precedente.
Eppure, quantomeno inizialmente, il Gramsci va più vicino al raddoppio di quanto non ci vada il Vittorini col pareggio: il sinistro sporco di Lanzone schizza sul primo palo, con Radice bravo a non farsi sorprendere.
Altro non è che la quiete prima della tempesta; all'inizio del secondo tempo infatti, il Vittorini si ripresenta in campo con Riccardo Scotti a guidare la linea d'attacco, e l'atteggiamento di chi sacrificherebbe la propria vita pur di trovare l'1-1. Le occasioni in effetti iniziano a fioccare, a partire da un'arma ormai arcinota come la testata di Peronaci su calcio d'angolo, finita fuori di pochissimo dopo una deviazione.Le palle inattive sembrano a lungo l'unico metodo per impensierire la difesa ormai bassissima e serrata dello Schiaparelli, che di uscire dalla sua metà campo proprio non vuole saperne; Boella però non riesce ad approfittarne, sparando alto da

dentro l'area piccola dopo uno dei tanti mucchi selvaggi formatisi nell'area neroverde nel secondo tempo. Non riesce ad aggiustare la mira nemmeno Bartoli, che lanciandosi sul pallone in "estirada" non riesce a trovare la coordinazione adatta per pareggiare i conti.La natura assurda e imprevedibile di questo sport tuttavia, permette allo Schiaparelli di raddoppiare il vantaggio quasi senza sforzo, in netto contrasto con le fatiche sovrumane del Vittorini in cerca dell'1-1; su un cross lento e leggibile da sinistra, Radice esce per la presa alta, ma si fa clamorosamente sfuggire il pallone, e per il neoentrato Marzo è un gioco da ragazzi buttarla dentro a porta vuota.Il 2-0 è un cazzotto di straordinaria violenza psicologica, che probabilmente manderebbe al tappeto chiunque; non è però il caso del Vittorini, che seppur visibilmente demoralizzato continua a cercare il gol con la stessa rabbia di prima, aiutato anche dal tardivo ingresso di Pirri.Quest'ultimo contribuisce ad alzare ulteriormente il tasso tecnico in campo, e dopo aver creato dal nulla una grande occasione sciupata da Boella, deve pensarci lui in prima persona a riaccendere l'entusiasmo della Curva Vittorini; il numero 14 è infatti lestissimo ad avventarsi sul pallone dopo il palo colpito da Bartoli su cross di Bellandi, prolungando ulteriormente l'agonia del Gramsci.Le ripartenze dei neroverdi infatti, si contano ormai sulle dita di una mano, mentre il Vittorini continua a furoreggiare alla ricerca di un 2-2 che avrebbe del surreale. Tuttavia, una volta superata la prima barriera costituita dai difensori, se ne erge subito un'altra rappresentata da D'Adamo, bravissimo a strozzare sul nascere gli urli di gioia di Peronaci e Cappello con 2 bei voli sul primo palo.Mancano ormai appena un paio di giri di lancette al termine, ma il bello (o il brutto, a seconda dei punti di vista) deve ancora arrivare: su una punizione di Pirri si accende l'ennesimo mischione, col pallone che sospinto dalla foga degli 11 biancorossi in campo (e forse anche dalle decine di tifosi sugli spalti) schizza rapidissimo per infilarsi sotto la traversa. Ha però piani ben diversi Cimarra, che sbuca dal nulla e respinge il pallone che avrebbe portato il match ai rigori, negando le porte del Paradiso al Vittorini, che avrebbe comunque un ultimissima e disperata chance per segnare; la difesa del Gramsci, ormai stremata, collassa sul lato destro, facendosi trovare scoperta sulla parte opposta, dove arriva come un treno in corsa Maggioni.Il tempo sembra quasi fermarsi mentre l'attaccante carica il destro, pronto a impattare un pallone che, almeno metaforicamente, sembra pesare una tonnellata; eppure, al momento del dunque, il piede di Maggioni trema, e la palla vola via come un Super Santos, mandando in soffitta le ultime speranze del Vittorini.I ragazzi di Lorenteggio si bloccano dunque per il secondo anno di fila alle Colonne d'Ercole dei quarti di finale, lasciando in entrambi i casi la sensazione di aver sprecato una grossa occasione.Il percorso dello Schiaparelli invece, partito a fari spenti addirittura dai preliminari, ricorda in un certo senso quello dell'Ettore Conti dello scorso anno, e non è un caso che entrambe abbiano buttato fuori il Vittorini ai quarti di finale. Il Conti dovette poi arrendersi nel turno successivo ai futuri vincitori del Moreschi; nel dubbio, il Cattaneo, avversario del Gramsci in semifinale, osserva e prende appunti.
SCHIAPARELLI GRAMSCI
D'Adamo 7: a lungo ci pensa la linea difensiva a proteggerlo, ma quando nel secondo tempo la muraglia neroverde inizia a scricchiolare tocca a lui proteggere il risultato col coltello tra i denti, esaltandosi su Peronaci e Cappello.
Di Crescenzo 7
Pugliese 7: spesso e volentieri è stato Cimarra a prendersi il palcoscenico, ma anche il suo partner ha una grossa fetta di merito nei successi dello Schiaparelli. In questo match in particolare, per distacco il più difficile e sofferto lungo la strada per la semifinale, guida la resistenza con attenzione e disciplina.
Cimarra 7
Vivaldini 6
Lenzi 7,5: continua a inanellare un partitone dietro l'altro. Stavolta sigla un gol dal peso incalcolabile per lo sviluppo della partita, per poi mettersi l'elmetto e calarsi a pieno nella partita di sofferenza dello Schiaparelli, recuperando una marea di palloni e gestendoli con la solita saggezza.
Balbi 6
Delfino 6
Laddaga 6,5: partita encomiabile non tanto per ciò che riesce a fare nella metà campo avversaria (entrando comunque nell'azione del gol), quanto piuttosto per il massiccio contributo alla fase difensiva. Interpreta come meglio non potrebbe le esigenze della gara, quasi alla Eto'o nel 2010.
Giuliani 6,5
Lanzone 5,5
(Subentrati: Marzo 6,5: segna al primo pallone toccato in maniera rocambolesca, ulteriore dimostrazione che le forze celesti, in questa partita, probabilmente tifavano per lo Schiaparelli. Si piazza poi a fare sportellate lì davanti in attesa che il cronometro faccia il suo dovere.
Magnelli 5,5
Boselli 6,5)
VITTORINI
Radice 5
Dagradi 5,5
Testori 5,5
Boella 5,5
Buscema 6,5: l'ultimo ad arrendersi della friabile difesa del Vittorini, persino nei minuti finali lo ritroviamo a dannarsi l'anima correndo all'indietro per stoppare le ripartenze del Gramsci. Anche in avanti talvolta riesce a buttare in mezzo qualche pallone interessante.
Bellandi 6,5
Bartoli 5,5
Cappello 6,5: il migliore del centrocampo biancorosso, non è solo un ottimo palleggiatore, ma prende anche tante iniziative individuali, trovando la strada sbarrata da un ottimo D'Adamo.
Barbalaco 6,5: prende spesso sul tempo il diretto avversario, connettendosi bene coi compagni, e risultando spesso la principale fonte di gioco del Vittorini negli ultimi 20 metri. Per quest'anno il classe 2009 ha dovuto alzare bandiera bianca, ma il futuro rimane indubbiamente dalla sua parte.
Rapetti 5,5
Peronaci 6,5: a volte magari risulta un po' troppo innamorato del pallone, ma è senza dubbio uno dei più ispirati della propria squadra. Il duello con Di Crescenzo è di quelli che non si vedono tutti i giorni.
(Subentrati: Scotti 6
Pirri 7: abbastanza incomprensibile la sua esclusione dall'11 titolare, vedendo quanto il suo ingresso faccia schizzare alle stelle la pericolosità del Vittorini. Trova anche il gol che riaccende la fiamma della speranza.
Maggioni 5,5
Manzo 5,5
De Giglio s.v.)

